mercoledì 11 luglio 2012

A mio padre - di Vincenzo Della Mea

Chi avrebbe pensato che fosse cosi utile
la mano che reggeva lo scalpello
anche dopo la pensione, ora
che spiegare un fazzoletto è diventato un lavoro
spezzare il pane un piccolo miracolo...
Che non siano come questa,
hai detto al medico gentile che ti afñdava alle mani di dio.
Solo una tua cortesia: che tu sapevi che se esistesse
sarebbe anche il dio degli emboli e delle mutazioni
delle cellule fedeli e di quelle che sbagliano
degli uragani e dei terremoti
della morte per fame e dei padroni
della macchina perfetta e di tutti i suoi difetti
perchè salvare proprio te?




Nato nel 1967, è ricercatore universitario nel campo dell’Informatica Medica e delle Tecnologie Web a Udine; vive poco distante. Nel 1999 ha pubblicato “L’infanzia di Gödel” (La Barca di Babele, Meduno). La sua seconda raccolta si intitola“Algoritmi” (Lietocolle, Como 2004; premio “Nelle terre dei Pallavicino” 2005, finalista al Premio Lorenzo Montano 2005, II premio Percoto 2006). Nel 2008 ha pubblicato la plaquette “I sogni della guerra” (Circolo Menocchio, Montereale Valcellina). Sue poesie sono apparse anche su diverse riviste tra cui Nuovi Argomenti, Caffè Michelangiolo, Almanacco del Ramo d’Oro, Nazione Indiana, Daemon, Le voci della Luna ed in traduzione su World Literature Today. Per l’editore Lietocolle ha curato un’antologia tematica su poesia e computer (“Verso i bit”); ha inoltre contribuito a realizzare il n.13 della rivista Daemon – libri e culture artistiche, dedicato al rapporto tra scienza e arte. E’ gestore del sito PoeCast – poetico aggregatore (www.poecast.it).


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