lunedì 18 giugno 2012

- di Lucia Girotti

Adesso capisco come un tempo
bevessero dai teschi dei morti.
Affonderei la mia vita nel tuo cuore, se potessi,
carpendone il succo più segreto
per irrigare il letto arido della mia mente smagrita.
Vorrei solo che tu riuscissi a tornare a dormire, dopo.
Come se non avessi nessun altro scopo
che tessere le lodi del tuo sguardo.






Lucia Girotti ha 24 anni, è nata a Riccione nel 1988 ed è attualmente studentessa di Scienze Filosofiche a Bologna. Una vita sempre profondamente intrisa d'arte, dalla danza allo studio di uno strumento, dal canto alla recitazione, e al disegno: ha quindi avuto quasi sempre un modo per dare sfogo alle sue emozioni, esprimere il suo modo di pensare. La scrittura è uno strumento col quale ha forse avuto il rapporto più conflittuale di tutti, che l'ha frustrata più spesso e che in modo altrettanto intenso l'ha fatta sentire bene, e genitrice di qualcosa che valesse la pena condividere col mondo.
Si ascolta, aspettando di sentirsi nello stato d'animo giusto per comporre: respira le sue emozioni, le cavalca finchè se ne sente trasportata, le lascia andare quando non è più il momento di trattenerle per catturarne l'essenza.
Ha un modo di scrivere viscerale, non si preoccupa della semplicità o articolazione di un pensiero o un fraseggio mentale, nel momento in cui esce alla luce: qualsiasi cosa salta fuori, è come se si guardasse allo specchio. la bambina, la vecchia, la sapiente, l'ingenua, sono tutte parti di lei e molte altre ancora.

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