lunedì 24 gennaio 2011

VERSINVENA sull'antologia QUATTRO GIOVIN/ASTRI



VERSINVENA, un bel forum di poesia, ha letto l'antologia QUATTRO GIOVIN/ASTRI e fatto con essa un percorso piuttosto illuminante.

Ecco il link per chi volesse darvi un'occhiata:

http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9590777&#idm108998607

(un grazie speciale a Roberta D'Aquino e Francesca Coppola)

domenica 23 gennaio 2011

La signora Volpe in Leopardi



Presa in giro perchè da sempre vorrei sposarlo, con aggiunta di burla sugli animaleschi cognomi... m'è nata questa idiozia dal fondo dell'anima.

Federica Volpe e Giacomo Leopardi OGGI SPOSI u_u

mercoledì 19 gennaio 2011

di Emily Dickinson

Potesse un Labbro mortale intuire
Il Carico primordiale
Di una Sillaba pronunciata
Si sgretolerebbe sotto quel peso -

La Preda di Zone Sconosciute -
Il Saccheggio del Mare
I Tabernacoli della Mente
Che hanno detto a me la Verità -



Emily Dickinson nasce a Amherst (Massachusset), piccolo centro puritano il 10 dicembre 1830, muore ivi il 15 maggio 1886.
Trascorre tutta la vita nel paese natale, in pressoché completo isolamento culturale, se si esclude il notevole epistolario. Di carattere fiero ed indipendente non accetta l'imposizione paterna a sospendere gli studi e prosegue a casa da autodidatta. Ama il silenzio, la quiete, e soprattutto la poesia. Muore nel 1886.

martedì 11 gennaio 2011

FABRIZIO DE ANDRE' - 12 anni dalla morte

12 anni fa ci lasciava un cantautore. Ad essere onesti, un poeta.

Gli devo molto, e tutto ciò che posso fare per lui è ricordarlo.



"quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà "

HO SMESSO LE CERTEZZE ALL'ANGOLO DI UN PALAZZO VECCHIO - di Roberta D'Aquino

chi cerca in me
la pazienza silenziosa delle pietre
troverà granella, erosa dalla pioggia
un tuffo dall'altura
ogni passo firmerà l'azzardo
di crederci di gomma

chi cerca in me
il calore d'un focolare
chi cerca da mangiare a tardasera
riattizzerà le braci, le pentole
il camino, pane secco
o digiuno

chi in me cerca
l'altezza della quercia, la forza
di radici fisse in terra, chi s'ancora
ancòra alle mie braccia,porti
imbracature forti
celebrando la preghiera
d'uno scalatore

io sono imperfezione, dubbio
io sono aceto in calice che brilla

andatura sbilenca su cocci di bottiglia



La poesia è parola silenziosa e per questo le si affida.
Roberta D'Aquino è nata a Napoli l'11 marzo 1982.

domenica 9 gennaio 2011

L'IDEA CENTRALE - di Milo de Angelis

È venuta in mente (ma per caso, per l'odore
di alcool e le bende)
questo darsi da fare premuroso
nonostante.
E ancora, davanti a tutti, si sceglieva
tra le azioni e il loro senso.
Ma per caso.
Esseri dispotici regalavano il centro
distrattamente, con una radiografia,
e in sogno, padroni minacciosi
sibilanti:
"se ti togliamo ciò che non è tuo
non ti rimane niente".



Milo De Angelis vive a Milano, dove è nato nel 1951. Nelle raccolte "Somiglianze" (Guanda, 1976), "Millimetri" (Einaudi, 1983), "Terra del viso" (Mondadori, 1985), ha saputo avanzare proposte di novità e originalità formale, ma anche sostenute da una sofferta lacerazione interiore che conferisce al verso una dimensione esistenziale tragica.

venerdì 7 gennaio 2011

Su MOROCCO ROCOCO di Jane McKie (Edizioni Kolibris 2010) - Analisi di Federica Volpe



Jane McKie, poetessa scozzese donata all’Italia dagli abili cuore e mano di Chiara De Luca, è un essere che risulta, in modo piuttosto evidente, rotto dentro.
La sua poesia diviene mezzo di ricostruzione, mescolando insieme tutti i piccoli pezzi del puzzle che la rappresentano: la grande cultura che dimostra di avere fatto propria, rappresentata da citazioni geografiche, mitologiche, scientifiche; il grande dolore, elemento che si fa solo intuire ma che, seppure in sordina, sa gridare forte verso l’orecchio attento; la riflessione, che diviene fondamentale anche per il lettore, il quale, per essere trascinato nell’affascinante pensiero della Mc Kie, deve quantomeno essere disposto a darsi all’atto del riflettere.
Jane Mc Kie sembra presentare delle altre divisioni, all’interno della raccolta Morocco Rococo, che tendono alla ricostruzione dell’essere.
La donna è divisa, infatti, in quest’opera, tra mondo antico e fantastico (cita, per esempio, isole scomparse o inventate, come quella di Lyonesse, o ancora sono molti i riferimenti alle mitologie greca, celtica, germanica, ecc) e mondo nuovo e concreto (molti i riferimenti all’Africa o a paesi realmente esistenti connessi alla sua realtà), seppure alle volte il confine tra concreto e astratto si sperda a non dare certezze (né al lettore né alla poetessa) su cosa sia realtà e cosa fantasia (ad esempio, la fiera che si svolge annualmente a Downtown, la Cuckoo Fair, diviene occasione di immettere nel reale un che di favolistico, di lontano, di irreale). Credo che non sia un caso, infatti, che la McKie abbia intitolato una delle prime poesie della raccolta I pali del cancello della fantasia. Il tema del reale in opposizione all’irreale le è evidentemente caro.
Spesso la McKie, come già ho scritto, si avvale di termini geografici o scientifici. Nel suo essere rotta, la poetessa ha identificato nel sapere un’ancora di salvezza, che le permettere di stare a galla in un mondo che non la rispecchia. La sua ossessione quasi maniacale per i luoghi rivela un grande amore per il mondo, un grande amore per la vita, ma è anche, appunto,il suo grande appiglio.
Nella lirica Guida notturna, infatti, la McKie scrive: “Uscite segnate in verde vanno e vengono. Qui. / Lì. Queste inconcepibili strade a fondo cieco.”.
E’ come se senza cartina la McKie non sapesse andare da nessuna parte, fosse persa quando “Hai solo fanali di coda per bussola”.
Nella poesia Montgomeryshire, scala 1cm: 1 km, donna arriva ad immaginare addirittura un panismo che va a far identificare l’essere umano con la cartina che lo abbraccia, lo rassicura, proprio a raccontare questa sicurezza che le dà il sapere, che ha condotto ad avere coordinate che sembrano essere sicure. Stessa sicurezza le viene trasmessa dall’utilizzo del mito.
La McKie utilizza sovente il mezzo della personificazione, nella quale, però, è lo stesso io narrante, la stessa poetessa, a divenire altro ente, a dargli voce. Questo avviene, per esempio, nella lirica La campana di Bushom, nella quale la stessa McKie diviene campana che desidera spegnarsi (raccontando al contempo il disagio di un ente inanimato, ma che la sensibilità poetica vede sofferente, e della donna che la usa per raccontarsi, raccontandola), o in Sposa selkie, in cui la donna impersona la creatura mitologica che da foca si trasforma in donna, o ancora, nella poesia Le risposte di Vulcano e Venere, l’io poetico va ad identificarsi prima con l’uno e poi con l’altra dea. .
Oltre alla personificazione vi è anche l’uso della metafora con la quale la poetessa va ad accostarsi, molto spesso, ad animali. Jane si descrive come granchio, vorrebbe essere giumenta.
Inoltre, il mondo animale è per lei fondamentale strumento poetico. Molti sono i riferimenti a volpi, giumente, animali marini, come se fossero simboli stessi di lei, o di sue caratteristiche, come se fossero, in qualche modo e per motivi non sempre immediatamente afferrabili, sua immagine.
Altro punto importante della poesia di Jane McKie è quello che riguarda la vegetazione.
Infatti non sono pochi i riferimenti a tale ambito. Anche in questo caso gli elementi della natura servono alla poetessa per raccontarsi, ma spesso e volentieri, mentre gli animali raccontano l’io poetico, la vegetazione racconta stati d’animo, sentimenti.
Ne sono esempi lampanti la lirica Mele cotogne, che sono mele amare che un quadro potrebbe raccontare come buonissime ma “Guarda la mia bocca / pronta a mordere: / chi potrebbe immaginare / che la sua consueta piega /sia verde di delusione?”, ci dice la donna nella splendida chiusa, o la poesia Siepe di bosso, che racconta di un’ombra dietro la siepe, la paura, il ricordo.
Altro componimento che si può a tal riguardo citare è Laurisilva, Madeira, in cui un “… rametto rotto d’alloro, / tormentato alla base dalla guida” diviene occasione epifanica per riflettere sull’interiorità.
Jane McKie sa insegnare che si può vivere anche se rotti dentro, anche se le sventure “sono vecchie di secoli” ( da La campana di Bushom). Insegna, insomma, altri mezzi ed altre vie per essere uomini in modo pieno.
Morocco Rococo è una lettura accattivante, intelligente, mai struggente del mondo, ed è anche il racconto avvincente di un viaggio mai stanco, seppure sofferto, di una poetessa pienamente degna di questo nome, dotata di uno charme nelle parole che donano alla sua espressione poetica un colore(o una serie di colori) unico ed irripetibile, conferendole una voce che non si confonde con le altre e che si ascolta con una voglia che mai si estingue.

sabato 1 gennaio 2011

BANDO DEL CONCORSO DI POESIA “CARME DI CARNE” PER LA REALIZZAZIONE DI UN’ANTOLOGIA (2011)



Il sito web VIR-US poesia indice il concorso poetico “Carme di carne”.
Il concorso non vedrà la realizzazione di una classifica, ma un’attenta selezione per la realizzazione di un’antologia il cui tema sarà quello dell’amore carnale.
Il tema è strettamente legato alla concretezza, elemento ritenuto da noi del tutto necessario in poesia, ed inoltre l’amore carnale è un campo della vita come un altro, e come ogni altro influenza ed ispira il dire poetico, senza inutili tabù o censure.
I concorrenti dovranno, dunque, affrontare tale tema come meglio credono, senza limiti di lunghezza. L’opera dovrà essere inedita e mai premiata ad altri concorsi.
I partecipanti dovranno mandare la poesia, entro il 31 marzo 2011, come allegato in una mail inviata al nostro indirizzo: vir-us.poesia@hotmail.it, e nello stesso file dovranno inserire i propri dati (nome, cognome, indirizzo e-mail) oltre che una biografia che non superi le 15 righe (la quale verrà inserita all’interno dell’antologia sotto il componimento).
La mail dovrà avere come oggetto: CONCORSO CARME DI CARNE, e nel corpo di essa dovrà essere inserita la seguente dichiarazione:

Io sottoscritto/a ______________ ________________ dichiaro che l’opera ______________ è inedita e mai premiata ad altri concorsi.
Dichiaro inoltre che gli organizzatori del premio possono pubblicare tale mia opera, di cui io detengo comunque i diritti di autore, così come stabilito dal bando stesso del concorso, senza pretendere nessun compenso in denaro o altro da essi.


La partecipazione al concorso è del tutto GRATUITA.
L’acquisto dell’opera non è assolutamente obbligatoria, e l’acquisto di essa verrà effettuato solo da chi vorrà/potrà.

La giuria verrà resa nota, insieme ai risultati di concorso, nella prima metà di aprile 2011.
Il giudizio di essa è del tutto insindacabile.