martedì 28 settembre 2010

di Blumy

Avrò una penna,

un foglio bianco

su cui scrivere addio

quando il mare si sarà ritirato

e il muschio ricoprirà la casa,

le nocche del vento

busseranno alla finestra;

avrò rami, ancòra, rami

su cui sbocciare dentro il buio?



Blumy è una misteriosa entità poetica che si aggira sul web.
Non ama le biografie. O meglio, le SUE biografie.
Personaggio interessantissimo quanto riservatissimo.
Il mio consiglio è di tenerla d'occhio.

domenica 26 settembre 2010

Gretha Bona legge Lembi di Federica Volpe - Reading Onirica 25/09/2010

Pozzo d'Adda, 25/09/2010.
Dopo un'ora vagando per i campi, i nostri quattro eroi (Federica Volpe, la poetessa che ha rischiato di morire nel pantano facendo una scivolata epica; Gretha Bona, la lettrice dalla risata iper-facile e con la giacca dell'ispettore Gadget; Miriam Pauletto, barbona di professione e mangiapanini a tradimento, nonché reporter della serata; Marco Redaelli, autista temerario spara-vaccate e moroso della poetessa)arrivano al luogo del Reading.

Momento serietà. Gretha si accinge a leggere. L'emozione è forte. Daniela Cattani Rusich ci elegge coppia strafiga (parole sue, giuro!).



Due stordite non potevano che fare una gaffe delle loro.
Gretha prende in mano il microfono, al che si ritrova con libro e microfono insieme e non riesce a giostrarsi.
Federica: "Appoggialo!", dice, indicando a Gretha il leggio, fonte di salvezza.
Gretha: "Cosa???", dice, agitando tra le mani i due oggetti, in pieno panico.
Federica: "Il libro, Gretha! Il libro!!!"
Gianni e Pinotto non sarebbero riusciti a far ridere il pubblico quanto noi!



Un grazie speciale ai tre prodi che mi hanno accompagnata,un grazie ad Onirica, e un grazie a chi era presente, o avrebbe voluto esserlo.

RIMINI - di Annamaria Giannini

Notte di lampioni
grottesche lune
vestite da puttane.
Notte di fragili farfalle
in giro a fare
le falene folli.
Sogni stesi alle finestre
chè domattina il sole
soffierà per asciugare
speranze spese
in un istante
e sembra così distante
il giorno
tra gli ombrelloni
stanchi di una spiaggia
serica e silente.
Un ubriaco
vomita il suo grido
la luce di una pila
avvolge il buio
a controllare
quel brivido di vino.



Annamaria Giannini è nata a La Spezia il 27 11 1965.
Figlia di un marinaio, considera le parole come onde nelle quali nuotare libera.
I primi sei anni li passa in Sardegna, a La Maddalena, dove suo padre, marchigiano, incontra la madre.
Se chiedete ad Annamaria da dove viene lei risponderà:
" Le donne di casa mia sono tutte Sarde". Attualmente vive a Rimini, con la figlia ventenne.
Pubblicata per tre volte da La Repubblica, coi suoi componimenti palindromi che parlano di Ulisse, d'amore e di vita, mischiando tecnica e anima, ancora arrossisce quando qualcuno le fa i complimenti per una poesia o un racconto, tenuti chiusi fino all'anno scorso in un cassetto.
Ama descriversi con un palindromo suo:

Illusa fingo sogni fasulli

sabato 25 settembre 2010

di Livia Candiani

Ti amo come
ho amato il tuo abisso,
di solito degli esseri
io amo il bacio
dell’orma sul terreno,
la tua era scucita
e non lasciava segni
se non come nuvole e uccelli
segni di aria
liberata.

(da "Bevendo il tè coi morti", Viennepierre Edizioni, Milano 2007, prefazione di Vivian Lamarque)



Livia Candiani è nata nel 1952 a Milano, dove vive attualmente. Sue poesie sono presenti in Antologia della poesia femminista italiana (Savelli, 1978), Poesia degli anni Settanta (Feltrinelli, 1979), La pratica del desiderio (Sascia, 1986), Sette poeti del premio Montale (Crocetti, 2002) e nelle agende “Le stagioni dei poeti” 2003, 2004, 2005, 2006, 2007. Ha pubblicato i libri Fiabe vegetali (Aelia Laelia, 1984), Una poesia, Ritratto, Sonatina per il gatto (Il Pulcino Elefante, 1996, 1998, 2004); Il libro di fiabe Sogni del fiume (La Biblioteca di Vivarium, 2001). Per la poesia, Io con vestito leggero (Campanotto, 2005), La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (Biblioteca di Vivarium, 2006), e La porta (Biblioteca di Vivarium, 2006). Nel 2001 ha vinto il Premio Montale per l'inedito.

venerdì 24 settembre 2010

I VERSI - di Vittorio Sereni

Se ne scrivono ancora.
Si pensa ad essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l'ultima sera dell'anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l'esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l'Arte.
Nemmeno io volevo questoche volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c'è sempre
qualche peso di troppo, non c'è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.



Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983) è stato uno scrittore e poeta italiano. Trascorse la giovinezza nella sua città natale, per trasferirsi all'età di dodici anni - a causa del trasferimento del padre, funzionario di dogana - a Brescia.
Gli anni dell'infanzia a Luino sono tuttavia quelli che hanno lasciato la traccia maggiore nella sensibilità del poeta e i luoghi del Lago Maggiore sono fra quelli da cui trarrà la sua ispirazione più alta.

giovedì 23 settembre 2010

VIR-US poesia compie il primo mese!



Oggi, 23 settembre 2010, "VIR-US associazione poetica", il sito curato da Federica Volpe e Barbara Bracci (oltre che dai vari collaboratori) compie il suo primo mese di vita!

Nato con l'intento di diffondere la poesia come un vero e proprio virus, ringrazia chiunque si sia fatto infettare, e chi, già infetto, ha creduto in questa causa.

Ogni settimana VIR-US riceve molte poesie. Ogni settimana ha il suo vincitore (scelto sempre con grande difficoltà, vista la mole e la qualità delle liriche che ci vengono inviate).
Vogliamo riportare, per festeggiare questo primo mese insieme, le poesie vincitrici del concorso gratuito settimanale POEM OF THE WEEK:

- 23/08/2010-29/08/2010: ROBERTO MASSARO - NON IL CUORE
- 30/08/2010-05/09/2010: FIORELLA D'ERRICO - ERI TU
- 06/09/2010-12/09/2010: FEDERICO FACCHINI - LA NOTTE DEI PEGNI
- 13/09/2010-19/09/2010: GIORDANO CRISCUOLO - IV
- 20/09/2010-26/09/2010: ORESTE VERONESI - UNIFORME

martedì 21 settembre 2010

IO DESIDERO SOLTANTO TE - di Rabindranath Tagore

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripete senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell'oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
"Io desidero te, soltanto te".
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo Amore eppure grida:
"Io desidero te, soltanto te".



Rabindranath Tagore [ɾobin̪d̪ɾonat̪ʰ ʈʰakuɾ] (noto anche con il nome di Gurudev), è il nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur (রবীন্দ্রনাথ ঠাকুর, रवीन्द्रनाथ ठाकुर) (Calcutta, 6 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto 1941) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano. Mentre Gandhi, con la disobbedienza civile, organizzò il nazionalismo indiano sino a ricacciare in mare gli inglesi, Tagore si propose di conciliare e integrare Oriente ed Occidente.

domenica 19 settembre 2010

LA POESIA - Trilussa

Appena se ne va l'urtima stella
e diventa più pallida la luna
c'è un Merlo che me becca una per una
tutte le rose de la finestrella:
s'agguatta fra li rami de la pianta,
sgrulla la guazza, s'arinfresca e canta.

L'antra matina scesi giù dal letto
co' l'idea de vedello da vicino,
e er Merlo, furbo, che capì er latino
spalancò l'ale e se n'annò sur tetto.
Scemo! - je dissi - Nun t'acchiappo mica...-
E je buttai du pezzi de mollica.

Nun è - rispose er Merlo - che nun ciabbia
fiducia in te, ché invece me ne fido:
lo so che nun m'infili in uno spido,
lo so che nun me chiudi in una gabbia:
ma sei poeta, e la paura mia
è che me schiaffi in una poesia.

È un pezzo che ce scocci co' li trilli!
Pe' te, l'ucelli, fanno solo questo:
chiucchiù, ciccì, pipì...Te pare onesto
de facce fa' la parte d'imbecilli
senza capì nemmanco una parola
de quello che ce sorte da la gola?

Nove vorte su dieci er cinguettio,
che te consola e t'arillegra er core,
nun è pe' gnente er canto de l'amore
l'inno ar sole o la preghiera a Dio:
ma solamente la soddisfazzione
d'avé fatto una bona diggestione.





Carlo Alberto Salustri, più conosciuto con lo pseudonimo di Trilussa - anagramma del cognome -, (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

venerdì 17 settembre 2010

mercoledì 8 settembre 2010

Da "Poesie per Joannes" di Mina Loy

III

Avremmo potuto accoppiarci

nel momentaneo monopolio di un letto

strapparci la carne l’una all’altro

al tavolo della comunione profana

dove si versa vino su labbra promiscue

avremmo potuto dar vita a una farfalla

con le notizie del giorno

stampate a sangue sulle ali



Protagonista americana indiscussa del '900, Mina Loy fu poetessa eclettica.
Sperimentò ogni tipo di avanguardia, e scandalizzò l'America con le poesie appartenenti a questa silloge.