sabato 17 luglio 2010

SIMPATIA PER IL DIAVOLO - di Karen Alkalay-Gut

Perfino tu, Principe, sei qualche volta cieco,
immerso come sei negli inferi bui –
convinto che il male sia ovvio quanto l’egoismo,
e che una come me saprebbe apprezzare
quella tua solitudine, assaporando
quei giorni seduttivi, le notti in letti vuoti.
Che posso dire? Hai un modo di fare così maschile –
e quando ci siamo incontrati al crocicchio quella notte
ho fatto un po’ di strada con te, guardando le volute
del tuo bastone, sognando di lenire
tutti i contorcimenti del tuo mondo. Pensai
di cullarti, come un agonico discepolo,
nel mio grembo generoso – senza nemmeno sentire
tutte le tue offerte di sapienza
in cambio dell’anima.
Persino quando hai brandito il contratto,
sicuro della mia firma, pensavo
ad altro, tormentata dal dolore
nei tuoi occhi, dal bisogno di un certo bene –
potrei chiamarlo – amore?




da "Danza del ventre a Tel Aviv - Poesie d'amore e sopravvivenza", Edizioni Kolibris 2009-2010

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