lunedì 7 giugno 2010

PORRAJMOS (DIVORAMENTO) - di Daniela Cattani Rusich

Calavano come sipari
sui templi consacrati agli dei
e la regola scuciva il lenzuolo
dei fantasmi abbigliati a festa...


Insito è il male nella natura
la libertà è un vizio capitale
la fantasia, il vagabondaggio
ledono i perni del sistema.

Siamo zingari e abbiamo le ali
scorre la vita nei nostri capelli
brucia l’inferno sotto la terra
l’inverno gela nel vostro cuore.


Di bastardi non ne vogliamo
la razza va salvaguardata
cuciamo la morte sull’uniforme
abbiamo ghiacciai al posto degli occhi.

E allora dimmi, soldato, dimmi
perchè sollevi la mia sottana?
Perchè mi frughi tra i vestiti
spingendo lame dentro ai miei sogni?


Insito è il male nella natura
la fantasia è un reato grave
leccami il seme con la lingua
potrai cantare ancora alle stelle.

Ma dal tuo ventre, dalla tua bocca
non usciranno più suoni né vita
mi pregherai in ginocchio di prenderti
e allora forse ti lascerò andare.

Noi siamo zingari con le ali
l’anima non puoi portarcela via
scioglierà il sangue la ferita
correrà il pianto sulla tua cintura.

E figlia mia sarà la notte
avrò il tuo destino legato alle trecce
sputerò a terra i nostri peccati
e da lontano maledirò il tuo nome.



È tremendamente difficile trattare un argomento come quello degli olocausti, in questo caso quello da parte nazista nei confronti dei Rom e dei Sinti (Porrajmos), di cui - al contrario del genocidio ebraico - si sa pochissimo. Difficile capire e ancor più giudicare.
Questi versi sono solo frutto di fantasia, seppure liberamente ispirati a una vicenda terribile. Le donne zingare venivano sterilizzate con metodi atroci, cavie per esperimenti assurdi, che erano praticati anche sui neonati. Nessuno ne parla nei libri di storia, perché questi popoli hanno sempre vissuto - com’è noto - ai margini della società. E molte altre cose non vengono scritte...

Il senso comunque è universale perchè la vita, la morte, la libertà lo sono.



*danj

(da "Rendimi l'anima" - Edigiò edizioni)






Daniela nasce per caso a Milano da madre greca e padre friulano. Il suo sangue misto pullula anche dei geni turchi della nonna, di quelli slavi del nonno e di quelli armeni dei bisnonni. In lei convivono aspetti e culture diversissime.
La sua prima silloge “Rendimi l’anima”- Edigiò, è arrivata terza al concorso nazionale “Poetando” della Albus e finalista a quello della Montedit nel 2008.
Nel 2009 si concretizza anche l’esperienza di “Malta Femmina”: un romanzo corale pubblicato con Zona editrice e scritto da quindici autrici di tutta Italia, al quale ha partecipato nel ruolo della zingara Kali.
Daniela è pubblicista, insegnante, segue la biblioteca e il sito d’Istituto. Fa parte della redazione del sito Poetika.it, collabora con Onirica Edizioni in veste di editor e direttore creativo.
“Segreta”, pubblicata da Onirica Edizioni, è la sua seconda silloge.

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