martedì 31 maggio 2016

ABBI FEDE! - the return - Puntata 2


venerdì 27 maggio 2016

Gattili Edizioni: un dono piovuto dal cielo

Qualche giorno fa trovo nelle "richieste di messaggi" di Facebook, dove di solito si radunano le peggio trovate pubblicitarie e/o i peggio maniaci, un messaggio tutt'altro che molesto.

E' un certo Tonio Gattili Cagnetti, che subito dichiara la sua vera identità: si chiama Antonio Pellegrino, e mi fa una proposta che non si può rifiutare.
Da anni, mi dice, si diverte a creare dei librini artistici in una tiratura di sole 18 copie, e vuole me. Me! Mi ha letta su Atelier (qui il post), gli sono piaciuta e mi vuole nella sua bella collezione. Parliamo tutta la sera, tiro fuori delle idee, gli rompo l'anima. Lui è gentile, tanto gentile, al punto che sospetto ci siano di mezzo i soldi. No! Lui è solo gentile, innamorato della poesia, e vuole solo farmi un regalo. In pratica, un miracolo.
Gattili Edizioni non è una casa editrice a tutti gli effetti, ma un hobby che conta circa una dozzina di collane e più di 200 titoli. Il mio librino è il numero 122 della "collana originale", intitolato "A Dante", ma questo ve lo racconto dopo.


Come sono fatti questi librini di Antonio? Contengono una poesia, o una prosa e due fotografie, una in copertina ed una dopo il testo, a salutare il lettore. Lui ne fa 18 copie numerate, con l'aiuto della madre che li cuce insieme.
Quando ho sentito questa storia sono rimasta senza parole. Un po' mi sono sentita come una che vince alla lotteria senza sapere di avere comprato il biglietto, e un po' - solita sentimentale - mi sono emozionata. Sì. Perché trovare chi decida di investire tempo e soldi per fare un dono ad un autore non è cosa di ogni giorno, e non smetterò mai di ringraziarlo per avermi scelta quale destinatario di questo regalo inaspettato.

E come si presenta un librino artistico di Antonio, quando bussa alla porta del suo autore?

Così, ognuno protetto in una busta di plastica trasparente, ognuno come un prezioso pezzo unico che non può e non deve rovinarsi prima che il destinatario lo abbia visto. 

Perché "A Dante"? Dante è mio nonno, livornese, purtroppo non più in vita. Ho avuto varie idee per questo librino, ma alla fine ha vinto questa. Ho deciso che il dono fatto a me lo diventasse anche per altri, e ho regalato alcune delle preziose copie in famiglia. 
Perché se un dono così bello piove dal cielo, non può non essere condiviso. 

Grazie ancora, Antonio!

Federica

mercoledì 25 maggio 2016

è nato PAROLE PER RESTARE (Raffaelli Editore, 2016)

Dalla proposta editoriale fattami da Raffaelli Editore in seguito al mio essere arrivata tra i finalisti del Premio Rimini 2015 è passato circa un anno. 


In questo maggio 2016 è venuto al mondo il mio "Parole per restare", che ha miracolosamente una postfazione di Franco Loi. 
Così Raffaelli introduce la postfazione: 

POSTFAZIONE

Federica Volpe ha conosciuto il poeta Franco Loi nella scorsa estate a Rimini.
Mentre lei leggeva le sue poesie nel parco del Castello Malatestiano, Loi era con me, seduto in prima fila. Poco dopo, non c’è stato bisogno che facessi io le presentazioni, l’anziano maestro le si è presentato da solo, complimentandosi con slancio.
In vista di questa pubblicazione, spronai Federica affinché vincesse la timidezza e andasse a far visita al poeta, perché ciò che Loi avrebbe detto della sua poesia pensavo che sarebbe stato utile a questo libro. Così è stato. Il dialogo fra loro è stato registrato e in parte trascritto. Lo pubblichiamo qui a mo’ di postfazione col permesso del poeta che ringraziamo.

Walter Raffaelli

foto di Ludovico Maria Gilberti
Condivido la poesia di apertura della silloge, che dà il titolo al libro: 


Sono parole scritte per restare.
Non importa la stanza o l'angolo
di mondo in cui i tuoi occhi
s'appoggeranno sul mio corpo
fatto carta, più leggero,
a combattere le morti di ogni giorno
e la durevole futura. Passeranno
le stagioni ed io ti aspetterò
su uno scaffale, o in un buio di cantina,
o in una sala d'aspetto di ospedale.
Tu mi troverai, e ciò che importerà
non sarò io, ma il tuo sguardo,
ciò che vedi. Io sono nata per te,
per questo incontro inatteso,
per il tuo rivederti in qualche
svolta delle mie parole, come in una
stanza di specchi che si teme,
a volte, o che si ama.
Sono parole per restare.
Sono parole per restarti.

Grazie a chiunque vorrà leggermi e provare a far restare queste mie parole. 
Federica Volpe

martedì 24 maggio 2016

di Irene Paganucci

Io non me le dimentico, le spalle:
di te che aspetti me
che ancora non mi vedi;
e stavano: di spalle:
sporgenti spicchi d’aglio, involontari specchi
di un arrivo (il mio), di un qualche epilogo
previsto (che si muore:
per esperienza): soccombere, darsi
per vinti, lasciare il posto alle mani,
agli occhi, al naso, all’arbitrio
del caso.

(da Di questo legno storto che sono io, Marco Saya Edizioni)


Irene Paganucci è nata il 27 ottobre 1988 a Castelnuovo di Garfagnana (LU). Vive a Lucca e si è laureata a Pisa in Sociologia e politiche sociali. Ha pubblicato la raccolta di poesia Di questo legno storto che sono io (Marco Saya Edizioni, 2013), segnalata come opera d’esordio al concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”. Alcuni suoi componimenti sono apparsi su riviste web e cartacee, come “L’Unità”, “Versante Ripido”, “La Balena Bianca”, “Atelier”, “L’EstroVerso”, “Leggendaria”. Nell’antologia "Pisa" e le sue voci (Carmignani Editrice, 2014) è presente un suo commento critico sul poeta Dino Campana. Ha scritto lo spettacolo teatrale “Signore perbene – Viaggio nella poesia italiana al femminile”, curato dal Gruppo Teatro 4e48. Ha vinto l’edizione 2016 del Premio Rimini.

venerdì 20 maggio 2016

20 maggio 2016: "Amore con lo spacco" - reading con Roberta Galbani, Alessandra Racca, Federica Volpe

Poesia Presente compie 10 anni e ci propone un weekend pieno di poesia!


Stasera, 20 maggio 2016, ci sarò anche io, con Alessandra Racca e Roberta Galbani presso la Galleria Villa Contemporanea di Monza, alle 21.
Se riuscite, passate a sentire un po' di poesia d'amore con lo spacco!